Stanza 4: Bianca Bagnarelli, Illustratrice

Bianca Bagnarelli racconta del suo rapporto con le piante e di quanto siano state “importanti” durante il periodo di quarantena.

Cos’ha rappresentato la casa per te in questi mesi? Quali sono stati i tuoi passatempi?
Ho cercato di vivere la casa come un rifugio, una tana. Non sempre ci sono riuscita ed è capitato che mi sentissi in trappola.
Mi è mancato moltissimo camminare per la città. Ho dedicato tante energie alle piante, che non sono mai state meglio, e mi sono buttata a capofitto nel lavoro, che mi ha aiutato molto a distrarmi, e che sono molto fortunata a poter fare anche da casa. 

Raccontaci del processo d’illustrazione: la quarantena ha influenzato il tuo lavoro? Se sì in che modo? Che valore attribuisci al colore nelle tue illustrazioni?
Lo ha influenzato nel senso che ho disegnato perlopiù cose legate al virus e alla crisi che stiamo vivendo. La maggior parte delle commissioni che mi sono arrivate in questi mesi riguardavano quello.
Pensavo che avrei avuto occasione di lavorare a progetti personali, e invece non c'era assolutamente la concentrazione necessaria per farlo. Il colore è fondamentale, dà profondità e senso a tutta l'immagine, cerco sempre di concentrarmi sulla luce che vorrei si percepisse nelle immagini.

È la prima volta che rappresenti casa tua e te stessa in un’illustrazione? Se sì, come l’hai trovato?  
Le illustrazioni rappresentano un miscuglio tra casa mia, la casa della mia infanzia, e altre case che mi piacciono.
Ho cercato di riprodurre la luce che entra dalle finestre della casa dove vivo ora, che sono esposte a sud.

Dai bozzetti vediamo che hai molte piante in casa, è una passione anche questa? Sono un soggetto ricorrente dei tuoi lavori?
Una passione sì, un soggetto ricorrente no.
Ma dovendo rappresentare com'è stata questa quarantena non potevo non metterle, mi hanno impegnato le mani e la testa.