Stanza 5: Federica Sasso, Fotografa

Federica Sasso racconta quanto il lockdown abbia rafforzato la sua visione personale e dato spazio ad una nuova consapevolezza sui dettagli.

Raccontaci la tua quarantena: stare a casa ha influenzato il tuo processo creativo? Se sì, in che modo? Come sono cambiate le tue abitudini?
Lockdown e chiusura forzata hanno sicuramente influenzato il mio processo creativo, mi hanno regalato del tempo prezioso per cercare di riordinare il mio archivio personale, fare nuova ricerca e, più in generale, sistemare. Mi ha essenzialmente dato una consapevolezza diversa del mio percorso e ha rafforzato mia visione personale.

Hai preso ispirazione da qualcuno per le pose del soggetto? Perché non si vede mai la sua figura intera?
Non ho quasi mai reference stilistiche particolari. Mi ispira sempre il corpo femminile, in questo caso nel suo rapporto con luci e ombre della casa. Se vogliamo pensarle metaforicamente sono lo stesso gioco di forme e sensazioni che questa quarantena mi ha lasciato. Lavoro molto spesso sui dettagli, mi attirano i particolari del corpo, posizioni strane e altre più naturali.

Ci sono oggetti particolarmente rappresentativi per te che hai scelto di scattare?
No, non ci sono. Anziché focalizzare la mia attenzione sugli oggetti ho deciso ci concentrarmi sul rapporto tra l’accessorio e la persona, la sua relazione con la casa e l’ambiente domestico. Fotografare l’intimità quotidiana e una certa tensione, come se dovesse succedere qualcosa che non accade mai realmente.

Se dovessi raccontare la tua quarantena in una stanza, quale sceglieresti e  perché?
Se potessi non sceglierei, sono legata anche fisicamente alla luce e al suo movimento all’interno della casa. Ma se dovessi proprio scegliere direi il soggiorno. E’ dove passo più tempo, dove mi trovo ad occupare in maniera più libera e sempre diversa lo spazio.